Data visualization

Raccontiamo l’invasione dell’Ucraina con Tableau

Il 24 febbraio 2022 la Russia ha lanciato un’invasione totale dell’Ucraina dopo che nel 2014 aveva già annesso illegalmente la penisola della Crimea e installato due governi filorussi nel Donbass. Da qualche settimana stiamo raccontando giornalmente la guerra con una serie di visualizzazioni sul nostro profilo Twitter.

Come va la guerra

La Russia ha occupato le parti settentrionali e meridionali dell’Ucraina e da giorni bombarda pesantemente la città di Mariupol, nella parte meridionale del Paese, e le città di Chernihiv e Kharkiv nella parte settentrionale. Secondo gli analisti, a breve potrebbe iniziare l’attacco contro Odessa e contro la capitale Kyiv. A fronte di avanzamenti più lenti del previsto si sta intensificando la violenza dei bombardamenti contro i civili.

La maggior parte delle città rimane ancora sotto il controllo dell’Ucraina, ma i principali centri abitati ucraini si trovano vicini ai confini con la Russia e sono quindi facilmente attaccabili. Kyiv è a meno di cento chilometri dal confine e Kharkiv a meno di quaranta. Inoltre, le truppe russe possono anche usare il territorio bielorusso per attaccare l’Ucraina.

La popolazione ucraina è particolarmente concentrata nell’area di Kyiv e nella parte orientale del paese. A ovest come città importante c’è Lviv, dove si sono spostate le ambasciate occidentali e dove potrebbe dover fuggire il governo ucraino nel caso in cui la capitale dovesse cadere.

 

 

Le conseguenze della guerra

La principale conseguenza della guerra è che centinaia di migliaia di ucraini stanno lasciando il Paese. A fuggire sono donne, bambini e anziani in quanto gli uomini tra i 18 e i 60 anni non possono lasciare il Paese, a causa della mobilitazione generale in corso. Chiunque possa combattere viene reclutato.

La principale destinazione dei rifugiati ucraini è la Polonia; dopo ci sono l’Ungheria, la Slovacchia, la Moldova, la Romania e gli altri Paesi europei. L’Unione Europea ha deciso per la prima volta nella storia di applicare la direttiva per la protezione temporanea degli sfollati e accogliere chi è in fuga dall’Ucraina.

La guerra sta avendo anche però conseguenze economiche importanti. L’Unione Europea, gli Stati Uniti e i paesi che si riconoscono nel blocco occidentale hanno imposto severissime sanzioni economiche alla Russia, nel tentativo di mettere pressione al regime di Vladimir Putin. Per ora il settore energetico è stato escluso dalle sanzioni, in quanto i Paesi europei dipendono pesantemente dal gas russo per il proprio mix energetico. L’Italia nel 2020 ha importato oltre il 40% del proprio gas dalla Russia; negli anni la Russia è diventata il più importante partner energetico dell’Italia,  superando anche l’Algeria.

Tra i Paesi che più dipendono dal gas russo ci sono però Macedonia, Finlandia e Lettonia che ne importano dalla Russia oltre il 90%. Ci sono poi Estonia, Bulgaria e Slovacchia con oltre il 70%. Tra i meno dipendenti da Putin ci sono Paesi Bassi e Romania, che importano solo il 10% del gas che gli serve dalla Russia.

Infine, possiamo vedere come la stragrande maggioranza del mondo si sia schierato dalla parte dell’Ucraina. Ci sono cinquantuno Paesi che hanno imposto sanzioni contro la Russia, novantaquattro che l’hanno condannata ma senza imporre sanzioni, quarantaquattro che non l’hanno condannata esplicitamente e sette che la stanno sostenendo. Tra questi ultimi ci sono i più oppressivi regimi come Corea del Nord, Eritrea e Myanmar.

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